L'avventura è cominciata nel 1981 quando un gruppo di giovani mi propose di collaborare alla realizzazione di uno spettacolo incentrato sulla maschera di paese, il Pirin. 
Scrissi ALLEGRI GENTE... CHE DISGRAZIA! e mi fu affidata la regia: di teatro non sapevo niente, gli altri nemmeno. 
Ci inventammo le competenze necessarie e riuscimmo a divertire.
Negli anni successivi ho seguito corsi, ho recitato, ho allestito decine e decine di spettacoli con collettivi di donne ,
anziani di centri d'incontro, bambini di centri estivi, bambini dalla scuola materna alle medie, ragazzi delle superiori, diversamente abili.
E' stata una fatica, una gioia e un'euforia.

La consapevolezza di un punto d’arrivo può arrivare tardi, ma tutto quanto la precede fa parte di un processo e non va certo rinnegato. Ho scritto tantissimo, spesso male, ma ogni parola ha contribuito all’attuale soddisfazione. Le vecchie opere per adulti mi sono servite per capire quanto fossero inadeguate e lontane dai miei oscuri obiettivi: i loro difetti sono diventati punti di forza. Quelle per i ragazzi mi hanno aiutato nella sintesi e nell’uso della versificazione, oltre che a un montaggio rapido, di stampo cinematografico. I saggi sul teatro, molto arrischiati, mi hanno introdotto alle problematiche stimolandomi a leggere leggere leggere. Ho così scoperto la vena inesauribile della tragedia greca e l’ho seguita con dedizione.


Dapprima ho cercato di sondarne la struttura, alla ricerca di una forma mia. Poi ho riscontrato la convergenza delle tematiche: la natura dell’eroe, l’essenza/assenza della divinità, il rapporto tra pubblico e privato, l’autodeterminazione, la diversità, la famiglia… Mi sono avviato verso un linguaggio personale che nascesse dall’alfabeto della tragedia greca, modificato nei suoi segni per tentare una tragedia moderna. Lontana dalla quotidianità e dalla cronaca, voluta per un’esegesi alta della contemporaneità e valida per tutti i tempi.


I personaggi si ritrovano in un luogo chiuso, al di fuori del quale si scatena la tempesta del mondo. È il luogo delle meditazioni, delle rivelazioni, delle decisioni e dei cambiamenti. Un protagonista, una spalla, un antagonista, il coro: questo è lo schema passibile di variazioni. L’espressione è sia prosastica (si passa dalla retorica al linguaggio più popolare, ma sempre “letterario”) sia poetica (versi liberi, o in metrica o in rima, soprattutto per il coro). L’azione rispetta le unità “aristoteliche” (che in verità ne prevedeva solo una, d’azione; le altre risalgono all’umanesimo): di tempo, di luogo, di azione. Compaiono i grandi eroi elleni, perfino i mostri come Cerbero; e a volte gli dei. I contenuti si rifanno alle grandi tematiche dell’umanità e non concedono nulla alla cronaca spicciola dei tempi, ma ne riflettono gli umori (gli pseudo eroi del gossip, della finanza, del socialismo capitalista; le migrazioni; la giustizia elitaria; il potere e la ricchezza, l’isteria di massa…).


Ho cominciato con l’elaborazione della “drammaturgia del luogo chiuso” (vedi saggio), continuando con la scoperta del doppio gruppo di interpreti: quelli relativi al dramma vero e proprio, che non hanno alcun rapporto con il pubblico; e quelli che il dramma lo commentano, lo raccontano, lo condividono con il pubblico. Grotowski e Brecht alleati sulla scena. Nessuna didascalia. Il ponte tra la drammaturgia e la messa in scena non è costruito dalla regia dell’autore, che con le battute ha esaurito il proprio compito, ma dall’allestimento di un regista esterno o di una compagnia.
Molte strategie espressive sono nate dal lavoro con i bambini, allestendo le Baccanti e la Medea.

Le prime opere sono diverse l’una dall’altra e denunciano la sperimentazione, la ricerca di contenuto e contenitore. Ecco i titoli delle “tragedie mitiche”: GANIMEDE (finalista Cendic)), ACHILLE SULL’ISOLA DEI SERPENTI, ANDROMACA DEVE MORIRE, AUGE DEL SANGUE, CLITENNESTRA VERSUS APOLLO, DAFNI AMA PAN, ELENA TU SEI PANDORA (finalista Cendic), PRIAMO SUPPLICE (scelto per lettura), e la prima ingenua TIRSO. Ho scritto anche (dedicato a Eracle, una delle mie passioni) LE DISGRAZIE DI SOSIA, incentrato sul servo e non su Anfitrione. Vedi sotto gli incipit.


Sono così giunto a opere coerenti e di cui sono orgoglioso: LA RIVOLTA DEGLI SCHIAVI IN SICILIA, DEI SUPPLICI, L’ERACLE, I CORINZI. Non vedo l'ora di continuare su questa strada. Magari un CRIZIA, il primo ateo della storia.


Tengo un laboratorio di teatro per ragazzi e l’anno scorso ho presentato le Baccanti, quest’anno la Medea. Scrivo per compagnie locali.
Spero un giorno di vedere la messa in scena di una delle ultime opere. So che generano diffidenza. Ma io non scrivo per un consumo legato all’attualità. Ci sono già il cinema e la televisione.

TUTTO QUESTO HO SCRITTO ANNI FA. ORA SIAMO NEL 2021 E TANTE COSE SONO CAMBIATE. QUALI? QUANDO AVRO' TEMPO, VE LO DIRO'.

 
 

ilmiolibro.it
http://www.lafeltrinelli.it/


DOCUMENTI

  Pinocchio, ossia...
Pinocchio come... La drammaturgia di Auge
Eracle di Euripide Genealogia del teatro
Il teatro nei misteri eleusini Ritratto di Eracle...
Sulla tragedia greca Teatro e pubblico
Un teatro tetradimensionale Alle origini del teatro
Aristotele e il teatro dell'oppresso Un teatro senza pubblico
Un metodo per la drammaturgia Non teatro o teatro non
L'eccellenza dell'attore Il teatro del conflitto
Fare teatro a scuola Corso teatro docenti primaria
Che cosa abbiamo imparato Da dove parte il teatro

La drammaturgia del luogo chiuso
pubblicato in www.dramma.it dramma.it

 

Dietro la porta, diario
bambini quarta elementare

 

La drammaturgia della misura
Testo commissionato da STRATAGEMMI ONLINE. Costituisce la prima riflessione strutturata sulla mia drammaturgia. Pubblkicato il 28 dicembre 2012.
stratagemmi


Poesia e prosa sorelle...

Un articolo pubblicato in SUL ROMANZO online, febbraio 2013

 

Dallo straniamento...

Una riflessione su Brecht

 

L'angelo dei morti...

 

L'assunzione del ruolo...

ALCUNI SPETTACOLI
 

Laboratorio semestrale con quattordici ragazzi dai dieci ai dodici anni su un testo mio che semplifica Euripide senza stravolgerlo.

ARTEMISIA. LA PASSIONE CONTRO LA VIOLENZA


NATUI PER LEGGERE: bambini in lettura espressiva per bambini

CORSO DI TEATRO per insegnanti primaria e secondaria

DIETRO LA PORTA
 
I Passerotti in "Dietro la porta", parte iniziale e finale, al Franco Agostino Teatro Festival

DEATH WATCH. PANE E LACRIME

TARGA PER "Death watch" al Franco
Agostino Teatro Festival 2013"
   


Il gruppo dei Passeri 2011-2012 - L'Arlechin che copa i gati

L'Arlechin ladro e ladron - Il Comitato del "Teatro dei passeri"

Verginella a Granara - Lupusagnus

Mamma mammazza edizione 2011 (foto Lorenzo Cesa Valla) - "Il più bello di tutti i fratelli" con L'Altra Eva
GLI OCCHI DEL DRAGO - classe Quinta Verjus, Oleggio 16 maggio 2010

ALLEGRI, GENTE... CHE DISGRAZIA! - compagnia Cacao, Oleggio febbraio 2010

LA VERA STORIA DELLA DONNA

LUPA E DI QUELLA VAMPIRA

 


Giorgia Boscarino e Giorgia D’Acquisto

VERGINELLA

Teatro dei Filodrammatici

Milano, 10-10 novembre 2009


IL TEATRO DEI PASSERI

in

L'ARLECHIN FANTASIMO

 

SULL'ISOLA DI ZIGO ZAGO - Castelletto 2009


ARTEMISIA: LE TINTE FORTI DELLE PASSIONI

LE RAGAZZE DELL'ALTRA EVA
in

GOBBO IL RE STORTA LA REGINA

 



GOBBO IL RE musical


GOBBO IL RE a Samarate(classe prima media)

ROGNA CAROGNA GIU' NELLA FOGNA - Scuola primaria di San Gavino Monreale (Cagliari)



STEFANO DE LUCA


Il primo GOBBO IL RE


C'ERA DUE VOLTE IL BARONE LAMBERTO, regia di G: Tonetti, 2008

LA REGINA DELLE RANE



I BAMBINI NELLA CASA DELLA GUERRA

I BAMBINI CHE TENEVANO SU IL CIELO

 
L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA

 LA VERA STORIA DELLA DONNA CANNONE E DI QUELLA SERPENTE

 
DONNE DI MONDO, MORTE E VENDETTA

DONNE IN MASCHERA
 
compagnia L'ALTRA EVA
 
UN'ALTRA EVA

il gruppo di DRAKULA'S MAMMA

UN ALTRO CAPPUCCETTO ROSSO

VOGLIO ANDARE AL MARE e LA TRAVIATA con il Centro d'Incontro

DRAKULA'S MAMMA

PINOCCHIO

LA VERA STORIA DEL PIRIN DI OLEGGIO

PUPINI E PUPINE

BURATTINI E PUPINI

QUA' QUA' ATTACCATI LA'!

spettacolo per l'UNICEF